Iveser

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Presentazione
img_7863_x_sito.jpgNel panorama territoriale l’Iveser è tra le realtà culturali che più attivamente si è impegnata nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio storico-documentario della città di Venezia e del suo territorio in età contemporanea, assicurando la conservazione di una importante documentazione, che altrimenti sarebbe andata irrimediabilmente dispersa, fondamentale per ricostruire la storia del territorio, soprattutto del secondo Novecento.
L'Istituto custodisce un notevole complesso documentario, in parte disponibile al pubblico, formatosi attraverso i numerosi depositi archivistici che si sono succeduti nel corso del tempo e che ne hanno costituito, per così dire, il patrimonio storico, corrispondenti ad oltre 50 fondi, per circa 1.000 faldoni, riguardanti la storia politica, sindacale, culturale, sociale veneziana e nazionale del Novecento. venezia_25_manifesto_cln.jpg
L'istituto, oltre al proprio archivio (in senso stretto), conserva documenti depositati da enti e persone; tra gli archivi conservati si ricordano: il fondo del Convitto Scuola “Biancotto”, il fondo Silvio Stringari, il fondo dell’Associazione provinciale Volontari della Libertà, il fondo Giustizia straordinaria Venezia e provincia (1945-1947), il fondo Aldo Damo, il fondo Giuseppe Turcato, il fondo Giannantonio Paladini, il fondo Francesco Tullio Roffarè, il fondo Giovanni Tonetti, il fondo Riccardo Ravagnan, il fondo Camillo Gattinoni, il fondo Cesco Chinello, il fondo Umberto Conte, il fondo Agostino Zanon Dal Bo, il fondo Benito Canever, il fondo Giorgio Cavanna, il fondo Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia, il fondo Filcea; di recente l’archivio si è ulteriormente arricchito con la donazione della documentazione politica e professionale dell’avv. Emanuele Battain, dell’archivio Giovanni Filipponi, dell’archivio della Federazione provinciale di Venezia dell'Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia e dell'archivio sul Petrolchimico di Porto Marghera. Tra le ultime importanti acquisizioni l'archivio dell'urbanista Luigi Scano (giugno 2010) e dell'avvocato Luigi Scatturin (novembre 2010), parte dell'archivio dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Venezia (febbraio-marzo 2013), l'archivio di Renzo Biondo (2014), l'archivio di Franco Bellotto / Associazione Esposti Amianto (2015). img_7868.jpgI fondi sono parzialmente riordinati (i cataloghi, per ora, sono consultabili in sede; si veda la descrizione di ogni singolo archivio) e aperti al pubblico, nel dicembre 2010 si è ultimato il trasferimento degli ultimi fondi depositati presso la sede dell’Archivio storico comunale. Una prima sommaria descrizione dell'archivio è stata effettuata da Gabriella Solaro e pubblicata nel volume Storia d'Italia nel secolo ventesimo. Strumenti e fonti, a cura di C. Pavone, III, Le fonti documentarie, Roma 2006 (clicca qui per consultarla), un'altra, più accurata, da Andrea Torre nella Guida agli archivi della Resistenza pubblicata nella "Rassegna degli Archivi di Stato", n.s., II, n. 1-2 (2006), clicca qui per consultarla, sebbene entrambi devono considerarsi ormai superate. Dall'estate 2010 Elena Carano è stata incaricata di procedere alla riorganizzazione complessiva dell'archivio e procedere al suo riversamento online, sostituita nel 2015 da Alessandro Ruzzon. Nell'autunno 2011 si è deciso di entrare nella rete informatica promossa dal Comune di Venezia, per problemi tecnico-organizzativi non è ancora stato possibile pubblicare gli inventari dei fondi già catalogati. Oltre all'archivio cartaceo l'Istituto conserva anche un archivio di fonti audiovisive, un archivio fotografico e un archivio di manifesti.
Per consultare l’archivio è necessario compilare una domanda di consultazione e osservare le norme del regolamento,  avendo riguardo anche alle norme contenute nell'art. 11 del Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici, negli altri Codici che disciplinano il trattamento e la protezione dei dati personali e negli artt. 122-127 del D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42. L'Iveser è disponibile ad accogliere nel suo archivio ulteriore documentazione da parte di privati, associazioni, imprese, istituzioni.
Per la consultazione del materiale documentario gli orari sono i seguenti:
images.jpgLunedì e mercoledi: 10.00-13.00/14.30-17.00.
Martedì e giovedì: 10.00-14.00.
Venerdì: su appuntamento.
È preferibile comunicare preventivamente l'oggetto della ricerca e il materiale da consultare inviando una mail a info@iveser.it o recandosi in sede.
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La sala studio è coperta da una rete wi-fi, accessibile liberamente per gli utenti registrati. 
Anche per il 2016 continua l'iniziativa "Adotta" un archivio! per valorizzare e rendere fruibili numerosi fondi documentari del Novecento veneziano conservati presso l'archivio dell'Istituto...
 


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