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Fondo Antonino Capolongo PDF Stampa E-mail
Buste: 3
Unità archivistiche: 27 tra fascicoli e album fotografici
Estremi cronologici: 1903 -1975 (prevalenza per il periodo 1930-1970)
 
Antonino Capolongo (Palermo 1910 – Venezia 1995) si arruola nell’esercito a Palermo, sua città natale, nel 1929. Una volta superato il corso per ufficiali di complemento, a Verona, viene trasferito a Tripoli nel 1932, nell’allora colonia italiana della Tripolitania, quale sottotenente del Genio; vi rimane fino al 1936 distinguendosi agli occhi dei suoi superiori che gli riconobbero una medaglia al valore per l’attività svolta. Nello stesso anno, avendo vinto un concorso per la Marina militare, è trasferito a Fiume, quindi, nel 1937, a Venezia, all’Arsenale, quale capotecnico. Qui si trova il giorno dell’armistizio, l’8 settembre 1943, e qui, dopo il giuramento alla Repubblica sociale, rimarrà per i successivi venti mesi, durante la Resistenza, per favorire le attività di sabotaggio ai danni dei natanti delle truppe tedesche e fasciste, in contatto con lo Stato maggiore del CVL veneziano – il maggiore Aroldo Saibante e il colonnello Giovanni Filipponi in particolare – e con il SIM (Servizio informazioni militare) riorganizzatosi nell’Italia libera. Per l’attività svolta gli verrà riconosciuto il titolo di “patriota”, la medaglia della lotta per la Liberazione dall’Esercito e una menzione particolare da parte degli eserciti alleati. Nel dopoguerra viene assegnato al Comando presidio militare, Caserma “Cornoldi” in Riva degli Schiavoni, che contribuirà a riorganizzare e amministrare per i successivi trent’anni, fino al 4 aprile 1974, giorno del suo congedo definitivo dall’esercito. In questa seconda fase della sua vita militare spiccano l’impegno profuso, in collaborazione con il Governo militare alleato, per facilitare l’esodo dei profughi dalle terre giuliane passate alla Jugoslavia, l’attività informativa svolta negli stessi territori, quindi il recupero del Forte di S. Andrea sull’omonima isola della laguna e l’organizzazione di iniziative ed eventi come il soggiorno balneare per militari a Villa Marzotto (Lido), concorsi ippici al galoppatoio del Lido, la parata militare in Piazza S. Marco per le celebrazioni del XXX anniversario della Liberazione nel 1975.
Il fondo archivistico conservato dall’Iveser intitolato ad Antonino Capolongo è stato donato dai figli Vincenzo e Giovanna nell’aprile 2015; esso offre testimonianza dei quasi cinquant’anni vissuti dal colonnello sotto le armi prima nel Regio esercito, nel periodo del massimo consenso al regime fascista, in seguito nell’Esercito della Repubblica italiana fino agli anni Settanta: se ne possono seguire, in particolare, il progresso della carriera (serie Carriera militare e attività partigiana) e le principali occupazioni (serie Miscellanea). Spiccano, tra le serie, quella delle fotografie, raccolte dal Capolongo nell’arco di tutta la sua carriera militare, in particolare l’album Anni Trenta e precedenti con ricchi “reportage fotogiornalistici” dalla Tripolitania italiana, e quella dei Carteggi di enti diversi con documentazione inerente al lavoro svolto dal Capolongo, soprattutto, presso il Comando provinciale di Venezia e, in collaborazione con gli eserciti alleati, per l’esodo degli italiani dai territori giuliani.
Le carte, giunte in Istituto perlopiù apparentemente senza ordinamento, sono state riordinate in serie, fascicoli e album fotografici con l’intento di renderle più facilmente consultabili; al momento non si dispone di un inventario, tuttavia, per accedere ai documenti, ci si può appoggiare al seguente schema della struttura del fondo con l’elenco di serie e fascicoli e la loro collocazione nelle buste.

1. Serie Carriera militare e attività partigiana (busta 1)
    1.Fascicolo Selezione di documenti
    2. Fascicolo Rapporti informativi, stato di servizio
    3. Fascicolo Progresso della carriera militare
    4. Fascicolo Attività partigiana

2. Serie Carte personali (busta 1)
    1. Fascicolo Documenti di identità e riconoscimento
    2. Fascicolo Riconoscimenti, diplomi
    3. Fascicolo Corrispondenza
 
3. Serie Fotografie (busta 2)
    1. Album “Foto di famiglia”
    2. Album Fotografie di datazione incerta
    3. Album Anni Trenta e precedenti (due cartelline)
    4. Album Anni Quaranta
    5. Album Anni Cinquanta
    6. Album Anni Sessanta
    7. Album Anni Settanta e seguenti
 
4. Serie Carteggi di enti diversi (busta 3)
    1. Fascicolo Libia
    2. Fascicolo Dopolavoro Arsenale
    3. Fascicolo Comando provinciale di Venezia
    4. Fascicolo “Esodo giuliano”
    5. Fascicolo Vari
 
5. Serie Miscellanea (busta 3)
    1. Fascicolo Giovanni Capolongo
    2. Fascicolo “Tempio votivo”
    3. Fascicolo Circolo ippico
    4. Fascicolo Centro culturale internazionale “Amici di Venezia” / Forte S. Andrea
    5. Fascicolo XXX anniversario della Liberazione
    6. Fascicolo Volumi
    7. Fascicolo Varia
    8. Materiale usato per il condizionamento di foto e documenti

Note archivistiche di approfondimento: per la relazione avuta dal Capolongo con gli elementi di spicco del CVL veneziano nei mesi della cospirazione si rimanda al fondo Giovanni Filipponi – CVL di Venezia contenente alcuni elementi utili per illuminare aspetti della sua carriera per la verità poco documentati nel suo fondo, in particolare i problemi avuti nel dopoguerra con la Commissione di discriminazione dell’Arsenale.
Gli album fotografici sono virtualmente integrati dalle fotografie ancora in possesso del donatore del fondo, visibili come digitalizzazioni nel sito del progetto Album di Venezia a cura del Servizio Archivio della comunicazione del Comune di Venezia.

Nota bibliografica: Antonino Capolongo (a cura di), Il forte di Sant'Andrea a Venezia: guida-itinerario, consulenza storica di Marco Morin, Stamperia, Venezia 1980.

Compilatore: Alessandro Ruzzon (2015)

 

 
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