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Città una e trina, Venezia, con Mestre e Marghera, costituisce un eccezionale caso urbano di unità nella differenza. Una storia, due storie, tre storie, fortemente congiunte e fortemente differenziate. E memorie corrispondenti, altrettante connesse e distinte, plurali e intricate. La memoria di ciò che la città fu è a Venezia tanto compresente e precipua da poter apparire addirittura invalidante; eppure la vecchia Venezia ha figliato nell’Ottocento Mestre e nel Novecento Porto Marghera, non era così illanguidita e slombata come spesso la si è fatta apparire (la morte a Venezia!) e talvolta si è rassegnata essa stessa a vedersi e sentirsi.
I tre centri urbani costituiscono un Comune unico, ma ciascuno ha ormai
vissuto una storia che è anche propria, specifica, e maturato propri
orgogli (e, come le città d’acque, propri complessi). Aggiungiamoci una
provincia anch’essa variegata, con centri urbani di terra e di mare, ed
ecco il complesso territorio, ricchissimo di occasioni e di impegni, su
cui agisce l’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della
società contemporanea (Iveser).
Diventare ora, secondo progetto – forti anche della
splendida collocazione ottenuta dall’Amministrazione comunale a Villa
Hériot, sul lato laguna della Giudecca – la Casa della Memoria di un
mondo siffatto, è un’impresa ambiziosa che richiede forti investimenti
di passione e lavoro. Lavoro in grandissima parte volontario – si sa –,
che per fortuna non ci è mai venuto a mancare: il nostro è un Istituto
costruito dalla generazione partigiana degli attori e dei testimoni, e
alimentato dall’entusiasmo fattivo di una generazione di giovani eredi.
Molto lavoro l’Iveser lo ha già fatto nella attuale configurazione di
Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società
contemporanea. Siamo molto presenti nella scuole e anche in città, per
lezioni, cicli di conferenze a tema, anniversari e riti; abbiamo
raccolto, riordinato e continuiamo a ‘salvare’ archivi, di singoli,
associazioni, istituzioni; realizzato un centinaio abbondante di
interviste a partigiani (e non è finita); fatto inchiesta operaia
a Marghera costruendo schegge di memoria collettiva e fonti per la
storia del grande polo industriale, questo pezzo di Veneto a lungo
anomalo, di grandi fabbriche e grandi lotte; prodotto film, convegni,
numerosi libri usciti nelle nostre collane storiche presso l’editore
Nuova Dimensione, di Portogruaro; siamo fra i cinque Istituti
provinciali che animano “Venetica”, la rivista di storia locale,
sette-otto e novecentesca (anno I, 1984). Una vocazione specifica e
anch’essa di dimensione regionale è l’impegno nella storia delle donne,
che ci ha portato a realizzare interviste, libri, convegni, su Tina
Merlin, le partigiane cattoliche (anche qui con un film), il monumento
alla partigiana veneta.
Sono solo degli esempi delle nostre attività, che naturalmente non potrebbero sostenersi a lungo senza l’aiuto del Comune e il sostegno della Provincia (fino al giugno 2009), oltre che attraverso la buona accoglienza spesso riservata ai progetti che presentiamo agli enti deputati. La nuova sede ci permetterà anche di ampliare l’orario di apertura della nostra biblioteca specializzata di circa 8.000 volumi; e così di migliorare la nostra ‘offerta’ per chi studia, non solo l’antifascismo e il fascismo, ma più in generale la storia di Venezia nel Novecento. Confidiamo che anche questo nuovo sito ampli la conoscenza dell’Istituto e lo metta in rete coi tanti suoi possibili interlocutori. Siamo sicuri, nonostante i nostri sforzi in ormai quasi vent'anni di vita, di non avere ancora raggiunto tutti quelli possibili. E ora aspettiamo anche da parte loro una presa di contatto. Il Presidente dell’Iveser Mario Isnenghi |