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5 maggio 2005 > Le partigiane venete ricordano con coraggio, "La Nuova Venezia" PDF Stampa E-mail

Le partigiane venete ricordano con coraggio

«Avere vent’anni e vivere in guerra: il paese occupato, i militari allo sbando, i fratelli braccati... Non poche furono le donne che dopo l’8 settembre 1943 scelsero di non stare ad aspettare, ma reagirono, si opposero ai nazisti e ai fascisti loro alleati, parteciparono al movimento di liberazione o lo sostennero. Erano ragazze giovani, alcune giovanissime, di famiglia antifascista oppure no, studentesse o contadine, comuniste o cattoliche o semplicemente mosse dall’avversione alla guerra, che nello sfascio dell’Italia vollero fare la loro parte per costruire un futuro diverso. La maggior parte fece la guerra senz’armi, usando coraggio, intelligenza, fede. Arrestate, resistettero a carcere e torture senza tradire. A guerra finita non chiesero riconoscimenti, si tennero lontante dalle celebrazioni, parlarono con discrezione».  Alle ottantenni di oggi, ragazze di allora - le parole virgolettate sono delle storiche Maria Teresa Sega e Luisa Bellina - al coraggio e ai ricordi di queste queste partigiane venete, spesso riaffiorati con dolore dopo un’intera vita di silenzio, per divenire testimone della memoria, «anticorpi» per il futuro, è dedicato un convegno dal titolo esaustivo: «Eravamo fatte di stoffa buona. Donne e Resistenza in Veneto». L’appuntamento è per domani e sabato, all’Auditorium Santa Margherita di Venezia. Un’occasione per ascoltare, ma anche osservare: ai ricordi delle partigiane di allora (come Tina Anselmi, Franca Trentin e Laura Polizzi la mitica partigiana «Mirca», esponente dell’Anpi nazionale) e alle ricostruzioni storiche che danno voce anche a chi non c’è più (Carmen, atrocemente torturata e morta suicida dopo la guerra) si alterneranno, infatti, anche proiezioni di documentari («I giorni veri. Le ragazze della Resistenza», di Manuela Pellarin per il Progetto Memoria della Spi-Cgil, proiettato alle 18 di domani), visite alla mostra «Partigiana veneta. Arte per la Resistenza» (sabato 7, alle 12.30, a Ca’ Pesaro), racconti teatrali («Avevamo vent’anni...» di e con Sandra Mangini, sabato, alle 19).  Domani il convegno avrà inizio alle 16, con i saluti istituzionali e quelli di Anselmi, Trentin e Polizzi, l’intervento di Mario Isnenghi (presidente dell’Iveser), l’introduzione di Maria Teresa Sega e la relazione di Penny Morris su «Giovanna Zangrandi. Partigiana e scrittrice». Sabato, invece, la giornata prenderà il via già alle 9.30: nella mattinata, saranno messe a fuoco «figure e sfondi» del panorama veneto (Ida D’Este, Lina Merlin, la resistenza delle donne bellunesi, vincentine e trevigiane, le violenze della Banda Carità a Padova contro le partigiane), nel pomeriggio si darà spazio alla nascita delle organizzazioni femminili tra guerra e ricostruzione.

(Roberta De Rossi)

 
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