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Fondo Ettore Damini PDF Stampa E-mail
Buste: 10 buste + 1 busta di copie in sovrannumero dei volumi conservati
Unità archivistiche: circa 60 fascicoli + 1 quaderno raccoglitore con copie e ritagli di quotidiani, lettere private + 4 libri (in originale e in fotocopia) + 14 volumi di scritti e curatele
Estremi cronologici: 1933-2000 con prevalenza per gli anni ’40 e ’90 del XX secolo

Ettore Damini (1927-2000) lasciò la casa di Cavaso del Tomba (Tv) appena sedicenne alla notizia dell'armistizio dell'8 settembre 1943 ed attraversò fortunosamente le linee tedesche, per mettersi subito a disposizione delle truppe alleate.  Fu attivo prima nel PWB (Psychological Warfare Branch) a Bari, poi nelle forze speciali SAS e SOE principalmente in missioni di esfiltrazione di prigionieri di guerra alleati dall'Italia occupata.
Alla fine degli anni ’90 Damini mise per iscritto l’esperienza vissuta al fianco degli inglesi in un’autobiografia parziale dal titolo Ricordi di guerra basata essenzialmente, come suggerisce il titolo, sulla memoria di quei mesi. Poco dopo la pubblicazione del volume tuttavia riuscì a mettersi in contatto con storici e archivisti del PRO (Public Record Office, dal 2003 The National Archives) di Kew (Londra), quindi a farsi inviare copia dei documenti prodotti dal Royal Army relativi alle due missioni alle quali venne aggregato, la missione “Sassoon” comandata dal capitano James Cameron e la missione “Bee” comandata dal capitano Christopher Soames, svoltesi tra la fine del 1943 e la primavera del 1944 rispettivamente nei pressi di Termoli, sul litorale adriatico, e di Cassino, su quello tirrenico. Sulla scorta delle nuove, ricche informazioni raccolte, Damini procedette ad una significativa revisione del suo libro, ripubblicato in inglese due anni dopo, nel 1999, con il titolo A boy at war (entrambe le versioni sono consultabili nella biblioteca dell’Iveser).
Il fondo archivistico, donato all’Iveser dai figli Mario e Massimo nella primavera 2010, è composto prevalentemente dalla documentazione raccolta durante le ricerche svolte per la redazione della prima e della seconda versione dell’autobiografia. Nei fascicoli, accuratamente formati dallo stesso Damini, è quindi possibile trovare: copia dei documenti inglesi provenienti dal PRO – anche in edizioni rilegate –, fitta corrispondenza – lettere ed e-mail stampate – con il personale dello stesso PRO e con quanti, tra i vecchi commilitoni, avrebbero potuto aiutarlo a ricostruire i fatti vissuti in guerra – si segnala il fascicolo intestato a Ken de Souza, prigioniero alleato fuggito grazie alla missione “Sassoon” – , numerose copie di documenti provenienti dal Public Record Office relativi al movimento resistenziale italiano – nella zona del Grappa in particolare – visto dalla prospettiva delle autorità inglesi, alcune copie preliminari delle sue memorie, in inglese e italiano. Inoltre, carte personali come pagelle e annuari scolastici, copie e ritagli di quotidiani italiani (“Corriere della sera”, “Il Gazzettino”) e inglesi con articoli sulla politica italiana degli anni ’80 e ’90, corrispondenza riguardante l’accoglimento dei libri scritti inviati a biblioteche, istituti per la storia della Resistenza, enti vari inglesi e italiani. Nel fondo è presente anche un raccoglitore appartenuto alla madre di Damini, affidato al figlio nel settembre del 1963 e fatto qui confluire nella serie Carte personali, contenente le lettere inviatele da Ettore a Cavaso del Tomba durante i mesi del suo impegno con le truppe alleate, oltre a ritagli e copie di periodici e quotidiani italiani risalenti agli anni ’30, ’40 – quindi con articoli sull’andamento delle campagne di guerra –, ’50 e ’60 (“Corriere della sera”, “Il Gazzettino”, “L’Italia del popolo, settimanale del Partito d’azione”, “Avanti”, “L’Unità”, “Il Lavoratore”; si segnala una copia de “L’Italia, the italian daily news” del 5 novembre 1933).
Per il fondo, al momento, non si dispone di un inventario, tuttavia le varie unità archivistiche, una volta giunte in Istituto, sono state raggruppate in serie e sotto-serie, quindi condizionate in buste; di seguito si propone uno schema della struttura del fondo (serie e sotto-serie e relative collocazioni) per avere un primo orientamento per la consultazione del materiale:
 
1. Carte personali (buste 1, 2)
2. Libri, saggi e riviste raccolti (busta 3)
3. Bozze di curatele e scritti
    a. Curatele (busta 3)
    b. Scritti (buste 4, 5, 6)
4. Copie dei documenti usati per la stesura degli scritti (buste 6, 7)
5. Documentazione raccolta durante le ricerche
    a. Missioni “Sassoon” e “Bee” (busta 8)
    b. Missione “Bitterroot” e rastrellamento del Grappa (busta 9)
6. Corrispondenza varia riguardante gli scritti Ricordi di guerra e A boy at war (busta 10)

Nota bibliografica:
Ettore Damini, Ricordi di guerra, Stamperie Cetid, Mestre 1997
Ettore Damini, MI9, la missione Sassoon, dicembre 1943-gennaio 1944, 1998
Ettore Damini, Operazione Bee (ape): fronte di Cassino, aprile 1944, 1998
Ettore Damini, A boy at war, Stamperie Cetid, Mestre 1999
Ken de Souza, Fuga dalle Marche Prigionia ed evasione di un ufficiale di aviazione inglese (1942-1944), traduzione e cura di Annelise Nebbia, illustrazioni di Derrick Smith, Affinità elettive, Ancona 2005

Compilatori: Giulio Bobbo e Alessandro Ruzzon (2015)
 
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